La Ciliegia di Lari entra a far parte dell’elenco ufficiale dei prodotti tipici italiani grazie alla certificazione IGP (indicazione geografica protetta), con il Regolamento di esecuzione (UE) 2023/1671 pubblicato nella Gazzetta Ufficiale dell’Unione europea il 31 agosto 2023.
Zona di produzione. I territori dei comuni di Casciana Terme Lari, Terricciola e Crespina Lorenzana, sulle colline della provincia di Pisa, in Toscana.
Varietà. Ciliegie dolci della specie Prunus avium: numerose cultivar commerciali (tra cui Bigarreau Napoleon, Kordia, Lapins, Regina, Sunburst e Van) e una serie di ecotipi locali storici, come Crognolo, Cuore, Marchiana, Morella e Papalina.
Come si coltiva. I ciliegi sono allevati in impianti specializzati o promiscui, con una resa massima di 150 kg per pianta. La raccolta si fa esclusivamente a mano, tra il 1° maggio e il 31 luglio; i frutti vengono poi selezionati e conservati in cella frigorifera. Per il consumo fresco la ciliegia è venduta in confezioni sigillate.
La Ciliegia di Lari IGP deve presentare al consumo le seguenti caratteristiche:
– calibro minimo di 20 mm (13 mm per gli ecotipi locali)
– buccia lucente, di colore variabile dal giallo al rosso brillante, fino al rosso scuro e quasi nero
– polpa da tenera a soda e croccante, secondo la varietà
– grado zuccherino non inferiore a 14 °Brix
– sapore zuccherino, dolce e fruttato
Storia. Le ciliegie si coltivano sulle colline di Lari almeno dal Settecento e per secoli sono state vendute nello storico mercato sotto le Logge del paese. Le varietà locali furono descritte in studi universitari già nel 1959, mentre dal 1957 si svolge ogni anno, a giugno, la Sagra delle ciliegie di Lari. La denominazione è seguita dal Comitato per la tutela e la valorizzazione della Ciliegia di Lari.
In cucina. È ottima fresca, al naturale. Grazie all’alto contenuto zuccherino si presta a confetture e marmellate, dolci e crostate, salse per accompagnare carni e formaggi, e liquori.



