VIN SANTO DEL CHIANTI DOC

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Il Vin Santo del Chianti entra a far parte dell’elenco ufficiale dei prodotti tipici italiani grazie alla certificazione DOC ( denominazione di origine controllata ) che è stata rilasciata il 27 settembre 1997.
Essendo un prodotto DOC la certificazione prevede che l’intero processo produttivo debba essere effettuato nella regione Toscana.
La zona di produzione delle uve destinate alla produzione del vino passito Vin Santo del Chianti DOC comprende parte delle province di Arezzo, Firenze, Siena, Pisa, Pistoia e Prato.
La denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti, può essere integrata dalle menzioni tradizionali Occhio di Pernice e/o riserva. Inoltre può avere la specificazione delle sottozone di provenienza Colli Aretini, Colli Fiorentini, Colli Senesi, Colline Pisane, Montalbano, Montespertoli e Rufina.
Il vino passito a denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: dal giallo paglierino al dorato, all’ambrato;
– odore: etereo, intenso, caratteristico;
– sapore: armonico, vellutato, secco o con più pronunciata rotondità per i tipi abboccato, amabile, dolce;
– titolo alcolometrico minino:15,5% vol.
Il vino passito a denominazione di origine controllata Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice, all’atto dell’immissione al consumo, deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
– colore: da rosa più o meno intenso a ambrato carico;
– odore: caldo, intenso;
– sapore: amabile o dolce, morbido, vellutato e rotondo;
– titolo alcolometrico minimo: 16,5% vol.
Uvaggio per il Vin Santo del Chianti:
– Trebbiano Toscano e Malvasia Bianca Lunga, da soli o congiuntamente, minimo 70%;
– possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni idonei alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana fino ad un massimo de 30%.
Uvaggio per il Vin Santo del Chianti Occhio di Pernice:
– Sangiovese, minimo 50%;
– possono concorrere alla produzione di detto vino altri vitigni, idonee alla coltivazione nell’ambito della Regione Toscana fino ad un massimo del 50%.
Appassimento delle uve:
L’uva dopo aver subito un’accurata cernita, deve essere sottoposta ad appassimento naturale non prima del 1º dicembre dell’anno di raccolta e non oltre il 31 marzo dell’anno successivo.
Temperatura di servizio: intorno ai 14°C – 16°C.
Abbinamenti: in particolare con biscotti secchi (tipici toscani i Cantucci).

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