ASPARAGO BIANCO DI CIMADOLMO IGP

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IGP logo indicazione geografica protetta

 

L’Asparago Bianco di Gimadolmo entra a far parte dell’elenco ufficiale dei prodotti tipici italiani grazie alla certificazione IGP ( indicazione geografica protetta ) che è stata rilasciata il 9 febbraio 2002.
Essendo un prodotto IGP la certificazione prevede che almeno una fase del processo produttivo debba essere effettuata nella regione Veneto.
L’asparago è conosciuto dall’uomo fin dall’antichità. Era apprezzato da Babilonesi ed Egiziani per il delicato sapore e per le sue proprietà medicamentose.
A Cimadolmo l’intelligenza e la passione dell’uomo, il clima temperato, l’abbondanza d’acqua, il terreno reso fertile dal limo lasciato dal corso del fiume Piave hanno saputo fare di una pianta spontanea una delle varietà più pregiate.
L’enorme sviluppo della coltivazione di asparago nel veneto, sebbene tradizionale in questa regione fin dall’epoca romana, è tuttavia storia abbastanza recente e risale a meno di mezzo secolo fa, quando nelle campagne si cessò di allevare i bachi da seta ed in alcune aree vocate, soprattutto a Cimadolmo, al posto di questa coltura si comincio a sviluppare quella dell’asparago.
L’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP è coltivato su terreni sabbioso-limosi, di origine alluvionale, permeabili ed accuratamente drenati. Il clima temperato-umido, tipico della zona, caratterizzato da primavere con elevata intensità di pioggia, favorisce il rapido accrescimento dell’asparago, consentendo l’ottenimento di turioni bianchi, teneri e privi di fibrosità.
La raccolta inizia a partire dal terzo anno. I primi turioni si raccolgono intorno al 20 marzo e il periodo di raccolta si protrae per 15-20 giorni al terzo anno di impianto, per 40-60 giorni dal quarto anno in poi.
Entro le 12 ore successive alla raccolta, gli asparagi, consegnati in mazzi o alla rinfusa, vengono avviati al centro di lavorazione, dove vengono sottoposti ad opportuna refrigerazione.
Ai fini della sua immissione al consumo, l’Asparago Bianco di Cimadolmo IGP deve essere presentato confezionato in mazzi o in imballaggi unitari contenenti turioni omogenei, della stessa categoria di qualità e dello stesso calibro. I turioni devono essere totalmente bianchi, interi, di aspetto e di odore freschi, sani, esenti da attacco di roditori o di insetti, praticamente senza ammaccature, puliti, privi di umidità esterna, cioè sufficientemente asciutti dopo l’eventuale lavaggio o refrigerazione con acqua fredda, privi di odore e sapore estranei. I turioni non devono essere vuoti, spaccati, pelati o spezzati.

ASPARAGO BIANCO DI CIMADOLMO IGP FOTO

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