ABBACCHIO ROMANO IGP

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IGP logo indicazione geografica protetta

 

L’Abbacchio Romano entra a far parte dell’elenco ufficiale dei prodotti tipici italiani grazie alla certificazione IGP ( indicazione geografica protetta ) che è stata rilasciata il 16 giugno del 2009.
Essendo un prodotto IGP la certificazione prevede che almeno una fase del processo produttivo debba essere effettuata nella regione Lazio.
La denominazione di “Abbacchio Romano” è riservata esclusivamente agli agnelli, maschi o femmine, nati e allevati allo stato brado e semibrado, di razza Sarda, Comisana, Sopravissana, Massese, Merinizzata Italiana e relativi incroci. La carne dell’Abbacchio Romano, messa in commercio secondo differenti tagli (intero, mezzena, spalla e coscio, costolette, testa e coratella), presenta un colore rosa chiaro con grasso di copertura bianco, tessitura fine, consistenza compatta, leggermente infiltrata di grasso, sapore delicato con odori tipici di una carne giovane e fresca. Caratteristica distintiva dell’Abbacchio Romano è data dalla scarsa presenza di grasso sia di copertura che infiltrato. L’area di produzione dell’Abbacchio Romano comprende l’intero territorio della regione Lazio che grazie alla natura dei rilievi (monti calcarei e vulcanici, colline, pianure alluvionali), ad una temperatura media annuale variabile tra 13 -16° C, permette di sfruttare le condizione migliori per l’allevamento degli ovini, senza provocare alcuno stress agli animali. I fattori naturali consentono alle pecore “madri” di utilizzare i prati naturali e prati-pascolo, in modo da conferire particolari qualità al latte destinato all’alimentazione degli agnelli e, di conseguenza, alla carne, determinando un sinergismo eccezionalmente favorevole oltre che per la qualità anche per l’omogeneità dei suoi caratteri.
“Abbacchio” è il termine romanesco indicante l’agnello giovane, lattante, macellato per la vendita, che conserva, nella storia della cucina romana e laziale, un ruolo fondamentale. E’ una denominazione, questa, esclusivamente laziale.
L’agnello da latte, Abbacchio Romano, è nutrito con latte materno, tuttavia, è prevista l’integrazione pascolativa con alimenti naturali ed essenze spontanee. Le pecore “madri” usufruiscono di pascoli naturali, prati-pascolo ed erbai tipici della Regione Lazio anche se è ammesso il ricorso all’integrazione con foraggi secchi e con concentrati, escludendo l’utilizzo di sostanze di sintesi e di organismi geneticamente modificati. Il pascolo può essere naturale e casuale, ma, talvolta, il pastore coltiva erbai che fa pascolare a rotazione a causa della discontinuità vegetativa dei pascoli naturali che non consente una disponibilità costante di foraggio. Agnelli e pecore “madri” non devono essere soggetti a forzature alimentari, a stress ambientali e/o sofisticazioni ormonali, finalizzate ad incrementare la produzione. Nel periodo estivo si pratica la tradizionale monticazione. Questa pratica permette all’animale di sfuggire alla calura estiva, e alle pecore “madri” di nutrirsi di foraggi freschi. In queste condizioni, le pecore “madri” non sottoposte a nessuno stress ambientale e nutrizionale, influenzano positivamente, con il loro latte, la qualità della carne dell’Abbacchio Romano. Gli agnelli vengono macellati ad un’età variabile tra i 28-40 giorni, ad un peso morto che può raggiungere gli 8 kg.

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