MIELE DELLE DOLOMITI BELLUNESI DOP

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DOP logo denominazione di origine protetta

 

Il Miele delle Dolomiti Bellunesi entra a far parte dell’elenco ufficiale dei prodotti tipici italiani grazie alla certificazione DOP ( denominazione di origine protetta ) che è stata rilasciata il 12 marzo 2011.
Essendo un prodotto DOP la certificazione prevede che l’intero processo produttivo debba essere effettuato nella regione Veneto.
Il Miele delle Dolomiti Bellunesi a Denominazione di origine Protetta viene prodotto nell’intero territorio della Provincia di Belluno, nel cuore delle Dolomiti patrimonio dell’Umanità.
Questa zona alpina è delimitata da imponenti catene montuose che la separano naturalmente dalle province e dalle regioni limitrofe, nonché dall’Austria nel suo confine settentrionale. L’area comprende complessivamente 69 comuni.
La Provincia di Belluno presenta un territorio interamente montano ed è quella più vasta e meno popolata del Veneto. Le caratteristiche pedoclimatiche sono molto varie con una grande ricchezza di boschi e pascoli. Il distretto della Provincia di Belluno, che comprende anche il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi ed il Parco Regionale delle Dolomiti d’Ampezzo, dispone di un vasto territorio che rappresenta il 56% della superficie boschiva della Regione Veneto, con una ricca presenza di essenze vegetali fortemente nettarifere.
Il miele prodotto nel bellunese presenta quindi delle caratteristiche che dipendono dalla flora tipica degli ambienti montani e le sue peculiarità, come l’elevata qualità organolettica, il sapore, le diverse proprietà terapeutiche e, soprattutto, la sua genuinità, lo rendono un prodotto molto gradito e richiesto dal consumatore.
A seconda delle diverse specie botaniche che fioriscono scalarmene durante il periodo di produzione, si possono distinguere le seguenti tipologie di Miele delle Dolomiti Bellunesi DOP:
L’Acacia, di colore chiaro, ambrato, trasparente, con consistenza tipicamente liquida e leggermente torbida in presenza di cristalli, non cristallizza mai completamente, ha un odore che può ricordare il profumo dei fiori di robinia ed un sapore delicato, caratteristico e molto dolce.
Il Tiglio, di colore variabile dal giallo chiaro al verdolino o anche tendente al bruno, con consistenza pastosa, con cristallizzazione ritardata e formazione di cristalli grossi e irregolari, ha un odore fresco e balsamico che ricorda la tisana dei fiori di tiglio ed un sapore dolce, con leggero retrogusto amaro poco percettibile.
Il Castagno, di colore bruno scuro variabile dal noce chiaro al noce quasi nero, con consistenza inizialmente liquida, successivamente vischiosa dove la cristallizzazione dà origine a microcristalli, ha un odore aromatico,pungente, forte ed acre, ed un sapore poco dolce, amarognolo o molto amaro, tannico e astringente.
Il Millefiori, di colore dal giallo chiaro all’ambrato, con consistenza di spiccata tendenza alla cristallizzazione fine ed omogenea, ha un odore leggero che in qualche caso richiama la presenza del nettare prevalente ed un sapore dolciastro, morbido, più o meno intenso.
Il Tarassaco, di colore con riflessi gialli se liquido, giallo e cremoso se cristallizzato, con consistenza liquida o cristallina fine e regolare che determina una massa morbida e cremosa, ha un odore pungente, acuto e persistente ed un sapore poco o normalmente dolce, solitamente acido, leggermente amaro ed astringente.
Il Rododendro, di colore allo stato liquido dall’incolore al giallo paglierino e dal bianco al beige chiaro dopo la cristallizzazione, con consistenza liquida all’inizio e dopo alcuni mesi, al momento della cristallizzazione, consistenza pastosa, a granulazione fine, ha un odore tenue, vegetale, fruttato, che può ricordare il profumo del fiore ma anche le marmellate di frutti di bosco o anche lo sciroppo di zucchero ed un sapore caratteristico, delicato, gradevole e dolce.

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